Sale l’indice di povertà nel Sud Italia secondo il rapporto Cnel (Adnkronos)

Al sud il 68% dei nuclei beneficiari dell’assegno Adi. Sul fronte opposto, prosegue il percorso riforma della non autosufficienza e spesa sociale complessiva nel 2024 ha raggiunto i 587 miliardi.

-Rischio di povertà per il 23,1% della popolazione, percentuale che sale al 39% nel Mezzogiorno. Sul fronte opposto, prosegue il percorso attuativo della riforma della non autosufficienza e la spesa sociale complessiva nel 2024 ha raggiunto i 587 miliardi. Questa è la fotografia per quanto riguarda il capitolo ‘Povertà e diseguaglianze’ all’interno della Relazione annuale sui livelli e la qualità dei servizi erogati dalle pubbliche amministrazioni centrali e locali alle imprese e ai cittadini, predisposta dal Cnel e inviata al Parlamento e al Governo, presentato ieri a Villa Lubin.

Contro una media europea del 21%, la popolazione italiana che vive in condizioni di rischio povertà o esclusione sociale è pari al 23,1%.

Una situazione che interessa in particolar modo i disoccupati, i giovani, le donne, le persone a basso livello d’istruzione e gli immigrati.

Nel Mezzogiorno la percentuale sale al 39%. In questo contesto, per l’Italia il 2024 ha rappresentato un anno dedicato a profonde riforme che hanno riguardato il sistema delle politiche sociali, configurando nuovi modelli di governance che riconoscono agli Ambiti Territoriali Sociali una significativa centralità. Tra le innovazioni più rilevanti c’è l’Assegno di Inclusione (Adi), che al 31 dicembre 2024 ha coinvolto 758 mila nuclei beneficiari, per un totale di 1,8 milioni di persone, con un importo medio mensile di 620 euro.

Il 68% dei nuclei beneficiari si concentra nel Mezzogiorno.

Prosegue anche il percorso attuativo della riforma relativa alla non autosufficienza, secondo un modello più integrato, capace di connettere servizio sanitario nazionale, Inps e servizi territoriali.


E questo a fronte di un processo d’invecchiamento demografico che in Italia è particolarmente accelerato. Gli over 65 sono ormai quasi un quarto della popolazione e fra questi oltre 4 milioni sono non autosufficienti. La spesa sociale complessiva nel 2024 ha raggiunto i 587 miliardi, pari al 59% della spesa corrente pubblica. Di questi, circa 57 miliardi sono destinati all’assistenza sociale in senso stretto. Permane uno squilibrio a favore di pensioni e trasferimenti rispetto ai servizi territoriali, che continuano a essere sottofinanziati.

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