Salario minimo legale: Italia in coda all’Europa

Secondo l’inchiesta pubblicata da Geopop in cui vengono incrociati i dati Ocse e Istat l’Italia è tra i 5 paesi sui 27 della Ue che non hanno introdotto il salario minimo legale.

Stipendi fermi a piu’ di trent’anni fa.

“Gli stipendi italiani sono fermi a prima degli anni ’90” mentre “nello stesso arco di tempo, la media dei Paesi OCSE segna un aumento del 32,5%” scrive Lorenzo Buonarosa.

“Chi lavora in Italia oggi guadagna, in termini reali, meno di quanto guadagnava nel 1990. Non è una sensazione, e non dipende solo dall’inflazione degli ultimi anni. È un dato certificato dall’OCSE, confermato dall’Istat e ribadito dalla Banca d’Italia: i salari italiani sono fermi da oltre trent’anni, in un Paese in cui nel frattempo il costo della vita non ha mai smesso di salire. La storia di questa stagnazione si articola in due momenti distinti: un lungo congelamento e un brusco peggioramento recente”.

 “L’Italia non dispone di una rete di sicurezza che quasi tutta l’Europa dà per scontata: il salario minimo legale, una soglia fissata per legge al di sotto della quale nessun datore di lavoro può scendere. Lo hanno introdotto 22 dei 27 Paesi dell’Unione Europea. 

L’Italia è tra le cinque eccezioni, e a differenza di Danimarca, Svezia e Austria, che compensano con sistemi di contrattazione collettiva storicamente molto forti, il nostro modello alternativo mostra crepe sempre più difficili da ignorare”.

“Il punto di svolta risale agli anni Novanta, quando l’ingresso nell’euro e la fine della scala mobile – il meccanismo che agganciava automaticamente i salari all’inflazione – hanno cambiato le regole del gioco. In Francia, Germania e Spagna quei cambiamenti sono stati assorbiti con politiche attive di sostegno alle retribuzioni e sistemi contrattuali più reattivi. In Italia, no. Da quel momento in poi i salari sono rimasti sostanzialmente fermi, e il Paese non ha mai trovato un modello alternativo capace di farli ripartire”.

Continua su: Gli stipendi in Italia sono fermi rispetto al 1990 al netto dell’inflazione: i dati OCSE e Istat. 

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