“Particolare attenzione sull’uso dei dati biometrici”
Nel corso del 2024 il Garante della Privacy ha dato “particolare attenzione” all’uso dei “dati biometrici e al diffondersi di sistemi di riconoscimento facciale”. Per questo “l’Autorità ha inviato un avvertimento a Worldcoin in relazione al progetto di scansione dell’iride in cambio di criptovalute, senza adeguate garanzie e la necessaria consapevolezza da parte degli utenti”.
Tutela dei minori
Dall’uso dell’IA possono nascere “pericoli intollerabili” soprattutto per i minori che, come nativi digitali, “intessono con le neotecnologie un rapporto quasi osmotico, con indubbi benefici ma anche, talora, rischi notevoli”. Lo ha rimarcato il presidente dell’Autorità Garante per la Privacy Pasquale Stanzione, nel corso della presentazione della Relazione annuale, sottolineando che “ciò su cui è necessario il massimo rigore è il rispetto degli obblighi di age verification e, soprattutto, una comune alleanza delle istituzioni e delle comunità educanti per la promozione della consapevolezza digitale dei minori”.
“In due soli anni sono, infatti, cresciuti del 380% i casi di uso d’i.a. per creare materiale pedopornografico, talora a partire da immagini reali cedute dietro ricatto dagli stessi minori – prosegue Stanzione – con un’esposizione di adolescenti cresciuta del 35% per i ragazzi e del 67% per le ragazze nello stesso arco temporale.
L’età adolescenziale si conferma, del resto, delicatissima non solo per il rischio di dipendenza da dispositivi digitali ma anche per l’esposizione al bullismo e, soprattutto, al cyberbullismo. Secondo stime Istat, quest’ultimo risultava incidere, gia’ nel 2023, sul 34% degli adolescenti (in particolare stranieri) e rispetto a tale fenomeno, proprio in ragione della sua gravità, la tutela accordata dal Garante interviene con la massima rapidità. Per prevenire bullismo e discorsi d’odio e’, tuttavia, indispensabile un’educazione dei giovani alle relazioni (anche on-line) e al rispetto: non a caso scelta come parola dell’anno dalla Treccani”.
“Gli incomparabili benefici che, potenzialmente, l’intelligenza artificiale (i.a.) può offrire possono risolversi in pericoli intollerabili in assenza della necessaria consapevolezza che ne esige l’uso. Questo vale soprattutto per i minori che, come ‘nativi digitali’, intessono con le neotecnologie un rapporto quasi osmotico, con indubbi benefici (si pensi soltanto allo sconfinato patrimonio d’informazioni dischiuso da un solo click) ma anche, talora, rischi notevoli”.

