Molteplici sono le cause: la finanziarizzazione dell’impresa, l’esternalizzazione della produzione su scala mondiale, gli alti costi del lavoro e, soprattutto, l’incalzante sviluppo tecnologico, con il forte impatto dell’intelligenza artificiale, ancora da analizzare e valutare nelle sue molteplici – e in parte inesplorate – sfaccettature”. Lo ha detto Papa Leone XIV ricevendo in udienza dirigenti e personale dell’Inps.
“I percorsi lavorativi, che per molto tempo sono stati per lo più lineari, con posti di lavoro occupati spesso per tutta la vita, ora sono connotati da maggiore precarietà e variabilità, con la crescita di modelli di lavoro a termine, part-time, in somministrazione, a chiamata, spesso autonomi, nelle forme più variegate e ibride. Ne derivano nuovi bisogni, con nuove responsabilità per lo Stato e per l’individuo, la cui soddisfazione non può non coinvolgere gli enti previdenziali, e l’Inps in particolare”, ha sottolineato il Papa.
Papa Leone XIV ha concluso l’udienza ai dirigenti e dipendenti dell’Inps ricordando le parole che Papa Francesco aveva rivolto allo stesso istituto circa dieci anni fa: “Non dimenticare l’uomo:
questo e’ l’imperativo. Amare e servire l’uomo con coscienza, responsabilita’, disponibilita’. Lavorare per chi lavora, e non ultimo per chi vorrebbe farlo ma non puo’. (…) Sostenere i piu’ deboli, perche’ a nessuno manchi la dignita’ e la liberta’ di vivere una vita autenticamente umana”.
Un nuovo appello per una “equa distribuzione della ricchezza” arriva da Papa Leone XIV nel corso dell’udienza concessa a dirigente e personale Inps. Il Papa ha esortato i presenti ad avere “un’attenzione particolare alle situazioni di criticità”.

