Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea del 19 settembre 2026 il Regolamento (UE) 2026/2108, che istituisce il nuovo Codice doganale dell’Unione e abroga il Regolamento (UE) n. 952/2013.
L‘Unione Europea approva una riforma radicale del sistema doganale per modernizzare la gestione dei flussi merci, contrastare l’evasione sui piccoli pacchi online e tutelare i consumatori
Il nuovo Codice entra ufficialmente in vigore il 20 settembre 2026 (ma la gran parte delle norme diverrà operativa dal 21 settembre 2027, con scadenze graduali fino al 2034.
Tra le novità principali figurano un Hub Digitale unico, sanzioni più severe per le piattaforme e la nascita dell’Autorità doganale UE a Lilla, in Francia
Per le aziende e i professionisti del settore, il cambiamento si tradurrà in un’infrastruttura informatica altamente centralizzata, maggiori responsabilità per le vendite online e corsie preferenziali di semplificazione per gli operatori considerati affidabili.
E-commerce: la figura dell’importatore e le nuove responsabilità per le vendite online
Una delle novità cardine del provvedimento investe il commercio elettronico transfrontaliero. Il Codice definisce giuridicamente l’importatore per le vendite a distanza: sarà la figura che vende direttamente i beni o l’intermediario/piattaforma che ne facilita la transazione.
Questo soggetto qualificato dovrà farsi carico di tutti gli adempimenti doganali, fornendo le informazioni richieste e rispondendo in prima persona della conformità delle merci alle leggi UE. La norma mira a spostare il carico delle responsabilità amministrative dai consumatori finali ai grandi player e agli intermediari che gestiscono o facilitano i flussi e-commerce. L’entrata in funzione di questa specifica disciplina è fissata, nella quasi totalità dei casi, al 1° luglio 2028.
Stop all’esenzione sotto i 150 euro e arrivo della tassa di gestione UE
La riforma recepisce l’imminente cancellazione della franchigia dai dazi doganali per i beni con valore inferiore a 150 euro, misura che impatterà in modo diretto sulle vendite B2C online.
Viene inoltre introdotta una tassa di gestione dell’Unione per le vendite a distanza, applicata al momento della richiesta di immissione in libera pratica delle merci. Il contributo, stabilito con un importo fisso per singolo articolo, servirà a coprire i costi sostenuti per i controlli, l’analisi dei rischi, la verifica dei dati e il mantenimento delle infrastrutture tecnologiche.
L’ammontare esatto non è definito dal Regolamento 2026/2108: la Commissione europea pubblicherà un apposito atto delegato entro il 29 settembre 2026, e la tassa diventerà esigibile dieci giorni dopo l’entrata in vigore di tale atto. Verrà applicata una tariffa ridotta per le merci immagazzinate in specifici depositi doganali UE dedicati al commercio elettronico.
Il nuovo impianto introduce la qualifica di operatore Trust & Check, riservata alle aziende che dimostrano elevati standard di trasparenza, tracciabilità e correttezza nei confronti dell’amministrazione doganale. Tale qualifica affiancherà lo status di Operatore Economico Autorizzato (AEO), che rimane comunque confermato.
Per ottenere il riconoscimento Trust & Check, l’azienda dovrà concedere alle autorità doganali un accesso diretto e continuo ai propri sistemi informatici di gestione merci e tracciamento. In cambio, potrà accedere a un pacchetto di agevolazioni avanzate, tra cui:
- Trasmissione di una parte dei dati commerciali solo a seguito dello svincolo della merce;
- Gestione flessibile delle procedure di controllo e svincolo;
- Calcolo e liquidazione periodica dei dazi e dell’obbligazione doganale;
- Differimento dei termini di pagamento;
- Semplificazioni ad hoc nelle attività di ispezione.
Le aziende certificate saranno sottoposte a un monitoraggio costante, con verifiche approfondite e ispezioni in loco condotte dalle autorità almeno ogni due anni.
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