Dall’Irpef alle pensioni, dalle imprese alla casa. La legge di Bilancio consta di stanziamenti per 22 miliardi e si pone come provvedimento principe dell’anno per il 2026. L’intento è centrare l’obiettivo di uscire dalla procedura di infrazione europea per deficit eccessivo, stando al di sotto del parametro del 3 per cento.
Nel dettaglio, in tema di lavoro la Finanziaria prevede, per 13,6 milioni di contribuenti, il taglio di due punti della seconda aliquota Irpef per i redditi fino a 50 mila euro.
Gli incrementi contrattuali vengono tassati al 5 per cento per i redditi fino a 33 mila euro. Una misura che ricomprende anche i contratti rinnovati nel 2024. Sul fronte previdenziale, l’età pensionabile aumenterà di un mese nel 2027 e di altri due mesi nel 2028. Aumentano, però, dal 2026 le pensioni minime (20 euro al mese), ma non sarà più possibile andare in pensione di vecchiaia anticipatamente cumulando la rendita della previdenza complementare.
E’ saltata la proroga di Opzione donna. Sono, poi, stati tagliati i fondi per l’anticipo pensionistico di lavoratori precoci e usuranti. Estesa la platea delle aziende che dovranno conferire il Tfr al fondo Inps: dal 2032 riguarderà anche le imprese con 40 dipendenti.
Il taglio dell’aliquota Irpef per il ceto medio. La revisione delle norme sul calcolo Isee da cui viene esclusa la prima casa, con un tetto piu’ alto nelle grandi citta’. La nuova rottamazione delle cartelle esattoriali.
I bonus: sui libri di testo per le scuole superiori, per chi frequenta le paritarie di secondo grado. I provvedimenti per l’estensione del congedo parentale. Le norme sulla titolarita’ della riserva aurea di Bankitalia. Le misure a sostegno delle imprese tra iperammortamento triennale, Zes, rimodulazione del Pnrr, credito d’imposta per gli investimenti fatto entro il 2025.
Le novità sulla destinazione del Tfr ai fondi pensione per i neo assunti a partire da metà del prossimo anno. Sono le misure principali della manovra economica per il 2026 approvata dall’Aula del Senato con 110 voti favorevoli, 66 contrari e due astenuti e poi planata alla Camera per la seconda lettura parlamentare, con il termine del voto di fiducia per il 30 dicembre.
Nel corso del passaggio in Aula sono state stralciate dalla manovra 5 misure, tra cui quella che prevedeva le aziende non fossero tenute a pagare le differenze retributive e contributive ai lavoratori sottopagati che hanno intentato causa qualora gli stessi fossero stati inquadrati con il giusto contratto collettivo.
Una norma che aveva scatenato numerose polemiche. Un testo ‘light’ con provvedimenti per un valore complessivo di circa 22 miliardi, frutto della volontà del governo di contenere la spesa per velocizzare nel 2026 la procedura di uscita dalla procedura di infrazione Ue, fissando il rapporto deficit/Pil sotto al 3%. La linea della prudenza scelta dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti è stata dettata dal contesto internazionale, caratterizzato da conflitti e dazi commerciali. E dalla necessità di contenere l’elevato debito pubblico, che supera i 3mila miliardi. “Sono convinto che sia una buona legge di bilancio che conferma una traiettoria positiva per il Paese e per gli italiani. Andiamo avanti”, commenta il titolare del Mef.
TFR AI FONDI, STRETTA SU USCITE ANTICIPATE.
Dal 1 luglio 2026 scatta l’adesione automatica alla previdenza complementare, con facoltà di rinuncia entro 60 giorni, per i lavoratori dipendenti del settore privato di prima assunzione. Viene ampliata la platea delle imprese del settore privato tenute al versamento del contributo per il Tfr e di adesione alla previdenza complementare: dal 1 gennaio 2026 vengono inclusi anche i datori di lavoro che, successivamente all’avvio dell’attività, hanno raggiunto o raggiungano la soglia dei 50 dipendenti. Dal 2032 viene prevista l’estensione dell’obbligo per le aziende con almeno 40 dipendenti.
Arriva una stretta sulla possibilità di anticipo della pensione di tramite il cumulo di importi derivanti da previdenza complementare. Scatta anche un ulteriore taglio al limite di spesa per il riconoscimento del trattamento pensionistico anticipato per i lavoratori precoci, ovvero quelli che hanno almeno 12 mesi di contributi maturati prima del compimento del diciannovesimo anno di età.
– PRIMA CASA FUORI DAL CALCOLO ISEE. La soglia della franchigia della prima casa ai fini ISEE e della scala di equivalenza viene innalzata a 91.500 euro, incrementata di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo. Per i nuclei familiari residenti nei comuni capoluogo delle 14 Città Metropolitane il tetto massimo per l’esclusione viene innalzato a 200mila euro. Le città interessate sono: Roma Capitale: Torino; Milano; Venezia; Genova; Bologna; Firenze; Bari; Napoli; Reggio Calabria; Cagliari; Catania; Messina; Palermo; Sassari.
PER AZIENDE IPERAMMORTAMENTO E CREDITO IMPOSTA.
Estensione dell’iperammortamento per le imprese fino al 2028. Rimodulazione del Pnrr e anticipo al 2028 della ritenuta d’acconto per le aziende. Viene istituito un fondo da 1,3 miliardi di euro per il 2026 prevedendo che le risorse possono essere assegnate – limitatamente agli investimenti effettuati prima del 31 dicembre 2025 – all’incremento dei limiti di spesa previsti per il credito di imposta da usufruire in compensazione nel 2026. Vengono incrementate le aliquote relative alla Zes unica per l’agricoltura, la pesca e l’acquacoltura.

