In Italia il tasso di occupazione, tra il 2022 e il 2023, aumenta soprattutto per le famiglie più povere (+2,7 p.p. nel primo e +2,1 p.p. nel secondo e nel terzo quinto di reddito equivalente, caratterizzati strutturalmente da tassi di occupazione più bassi). Tale aumento si associa ad una contrazione relativamente più netta rispetto alla variazione media (-0,4 p.p.) del tasso di disoccupazione (-2,4 p.p. nel primo e -1 p.p. nel secondo quinto). Lo rileva Istat nell’ultima analisi su ‘Mercato del lavoro e redditi’.
L’Osservatorio sulle Politiche Occupazionali e del Lavoro dell’Inps, aggiornato al 2024, registra un numero medio di circa 3.279.000 lavoratori beneficiari di politiche attive, con una flessione del 2,3% rispetto al 2023.
All’interno di questo perimetro, crescono pero’ le stabilizzazioni e gli incentivi all’occupazione a tempo indeterminato, che nel 2024 hanno riguardato in media oltre 508.000 beneficiari, in aumento del 7% sull’anno precedente.
Prosegue poi l’applicazione dei nuovi esoneri contributivi introdotti dalla legge 178/2020, compresi gli esoneri totali per giovani e donne, mentre si interrompe a giugno 2024 la Decontribuzione Sud, misura rivolta alla generalita’ dei rapporti di Lavoro nelle aree svantaggiate del Paese.
I dati completi sono disponibili nella sezione ‘Dati e bilanci – Osservatori statistici’ del sito Inps.

