Infortuni in itinere fattore rischio, +3,2% nel 2025 (Consulenti lavoro)

La provincia di Roma con il numero più alto di incidenti.

Diminuiscono gli infortuni in azienda, “segnale incoraggiante” di una maggiore attenzione alla sicurezza nei luoghi di lavoro. Tuttavia, il rischio di subire un incidente sul lavoro si sposta fuori dai luoghi tradizionali, correndo lungo le strade.

Con 9.444 casi nel 2024, Roma è la provincia italiana con il più alto numero di infortuni in itinere. Ancora più significativo il dato sui decessi: 86 nel triennio 2022-2024, pari al 35,5% delle morti complessive sul lavoro nel territorio.

Dopo la capitale si collocano Milano, Firenze, Genova e Torino:
realtà in cui gli incidenti durante gli spostamenti casa-lavoro incidono in modo rilevante sul totale degli infortuni. E’ quanto emerge dal focus della fondazione studi consulenti del lavoro “L’incidentalità in itinere – Dati e tendenze”, su dati Inail, diffuso alla vigilia della Giornata mondiale per la salute e sicurezza sul lavoro, in programma il 28 aprile e corredato da un’analisi dettagliata con tabelle a livello provinciale e regionale.

Il report è un’anticipazione dello studio più ampio che sarà presentato nell’ambito del forum salute e sicurezza, realizzato in collaborazione con Inail al Festival del lavoro (Roma, 21-23 maggio). A livello regionale, dunque, il Lazio presenta l’incidenza più elevata (26%), mentre, considerando i soli casi mortali, è il Veneto a registrare il valore più alto, seguito da Lazio e Friuli Venezia Giulia.

Il fenomeno è in crescita: tra il 2022 e il 2024 gli infortuni in itinere sono aumentati dell’8,8% con un peso sempre maggiore anche tra quelli mortali. E nel 2025, stando ai dati ancora provvisori, l’incremento è del 3,2%. Non si tratta solo di sicurezza stradale. Alla base dell’incidentalità incidono fattori strutturali come la frequenza e la durata degli spostamenti, l’utilizzo del mezzo di locomozione, lo stress e l’affaticamento legati al pendolarismo, oltre all’invecchiamento della forza lavoro che rappresenta un elemento strutturale rilevante.

L’aumento dell’età media degli occupati è infatti associato a una maggiore vulnerabilità: gli over 55, pur rappresentando il 21,1% degli infortunati, costituiscono circa il 34% delle vittime. Incide anche la limitata diffusione del lavoro da remoto: in Italia quasi l’80% degli occupati lavora sempre in presenza e solo il 21% ha accesso allo smart working, contro il 34% della media europea.

Il quadro tracciato evidenzia come gli incidenti in azienda siano diminuiti grazie ai numerosi interventi normativi degli ultimi anni. Ma resta evidente la necessità di ampliare l’approccio alla prevenzione anche agli infortuni in itinere.

A tal proposito, i consulenti del lavoro evidenziano l’opportunità di includere il rischio stradale nel Dvr aziendale (documento di valutazione dei rischi), così da adeguare le misure di tutela a un contesto in continua evoluzione.

In Primo Piano

Continua a leggere

Aumentano le morti sul lavoro nell’UE

Bruxelles – Nel 2024 sono morte 3.367 persone in incidenti sul lavoro nell’Unione europea, 45 in più rispetto all’anno precedente, con un aumento dell’1,4 per cento. È quanto emerge dagli ultimi dati di Eurostat, secondo cui nello stesso anno...

Minacce e attacchi informatici sul posto di lavoro per tre lavoratori su quattro nell’UE

Bruxelles – Tre dipendenti su quattro nell’Unione europea si sono scontrati con e-mail, messaggi o link sospetti sul luogo di lavoro. Sono i dati che emergono da un nuovo sondaggio Eurobarometro pubblicato oggi (30 settembre) dalla Commissione europea. Condotto...

How is the Mediterranean changing?

Spanish scientists and researchers from Europe and the US compiled data from 46 oceanographic campaigns carried out between 1976 and 2018 to study changes in the Mediterranean and the impact of climate change. Temperature, oxygen, pH, carbon and even the...