Nelle intenzioni stabilite dall’art. 21 della legge delega 111/2023, il provvedimento avrebbe dovuto riordinare le norme di settore, garantendo un’armonizzazione logica e sistematica.
Tuttavia, a giudizio di alcuni, il risultato appare più simile a una mera raccolta di norme che a una codificazione davvero organica.
Sintesi per punti.
Inquadramento normativo
- Provvedimento: D.Lgs. 3 luglio 2026, n. 117 (attuativo della Legge Delega 111/2023, art. 21).
- Decorrenza: Entrata in vigore fissata al 1° gennaio 2027.
- Dimensione: Passaggio da 191 a 377 articoli complessivi.
Criticità principali
- Assenza di reale sistematicità: Il testo si configura come una raccolta ordinata di norme preesistenti (inclusi i regimi speciali dall’art. 201) anziché come un vero codice organico e razionale.
- Persistenza della tecnica casistica: Mancano definizioni generali e si continua a ricorrere a norme a “fattispecie esclusiva” e a continui rinvii esterni poco trasparenti.
- Frammentazione strutturale: Mancata articolazione di articoli molto complessi (es. redditi diversi ex artt. 76-77) in sezioni tematiche più chiare.
Aspetti positivi
- Pulizia formale: Eliminazione dei commi abrogati e delle sotto-letterazioni (bis, ter, quater).
- Tracciabilità: Presenza dei riferimenti alla vecchia numerazione del TUIR 1986 e alle leggi inglobate per ogni articolo.
Il raddoppio del numero degli articoli è dovuto principalmente all’accorpamento delle discipline speciali (elencate dall’art. 201 in poi) a fianco dei regimi ordinari.
E’ stata introdotta la nuova numerazione progressiva dei commi — priva di abrogarono “fantasma” o di macchinose formulazioni come c-bis o c-ter — ed il rimando esplicito alle precedenti fonti normative.
Persistono i continui rinvii ad altre leggi esterne, in contrasto con lo Statuto dei diritti del contribuente (Legge 212/2000), e manca una suddivisione logica efficace delle macro-categorie. Ad esempio, la complessa materia dei redditi diversi (artt. 76 e 77) avrebbe meritato una ripartizione in articoli distinti (immobiliare, finanziario, cripto-attività, altro), evitando una lettura farraginosa e disorganica.
Rimangono per ora (anche) i “Tartassati”.

