I NEET, in tanti in Italia

Evidenze positive ma non risolutive in tema di NEET, giovani in eta’ 15-29 anni che non studiano, non lavorano e non partecipano ad attività di formazione. Il numero complessivo rimane elevato – nel 2024 sono 1,34 milioni – seppure in decisa diminuzione (-4,8% rispetto al 2023).

E’ quanto segnala il primo numero del bollettino del Cnel sul mercato del lavoro, nato dalla collaborazione con l`Istat per valorizzare e amplificare la diffusione delle statistiche ufficiali. La pubblicazione, a cadenza trimestrale, segna l`inizio di un percorso che consentirà al Cnel di valorizzare alcuni dati (occupati, disoccupati e inattivi) per evidenziare aspetti peculiari connessi alla propria attività istituzionale.

Il primo numero del Bollettino è dedicato ai dati annuali del 2024, con un focus su tre tematiche centrali: l’occupazione femminile, il Lavoro giovanile e le differenze territoriali.

Nel Focus sui Neet, si legge nel report che “per il 33,9% dei giovani che non ha cercato attivamente un Lavoro o non e’ disponibile ad iniziarne subito uno, una piu’ efficace azione delle politiche attive potrebbe portare a risultati positivi per il loro inserimento nel mercato del Lavoro”.

Tra i dati più rilevanti emerge che nel 2024 il numero complessivo degli occupati ha raggiunto 23 milioni e 932 mila unità, con un incremento di 352 mila persone rispetto al 2023.

Il tasso di disoccupazione

Il tasso di disoccupazione è in calo, in particolare per le donne. Questo andamento positivo lascia inalterata la differenza di genere nei tassi di occupazione, che nelle donne italiane è pari a -16,8 punti percentuali rispetto agli uomini, mentre per le donne straniere sale a -26,5 punti.

Sebbene il conseguimento di un titolo di studio terziario aiuti l’inserimento delle laureate nel mondo del Lavoro, (-6,9 punti percentuali rispetto agli uomini laureati), si sottolinea l’urgenza di implementare politiche che promuovano la partecipazione delle donne al mercato del Lavoro, favorendo la conciliazione delle esigenze di vita e di Lavoro e una effettiva parità delle retribuzioni.

L’analisi territoriale conferma la disparità tra le diverse aree del Paese, il Mezzogiorno, anche se con un dato annuale positivo (+1,1%) presenta in alcune regioni i tassi di occupazione più bassi dell’Unione Europea.

 Il Lavoro dipendente rimane il più diffuso, con una quota di part-time che supera il 28% per le donne, rispetto al 7% degli uomini.

Il contratto a tempo indeterminato rappresenta oltre l’86% del Lavoro dipendente maschile, con uno scarto positivo di poco meno di 3 punti percentuali in tutte le ripartizioni ad eccezione del Mezzogiorno, dove raggiunge 4,3 punti percentuali.

In Primo Piano

Continua a leggere

Aumentano le morti sul lavoro nell’UE

Bruxelles – Nel 2024 sono morte 3.367 persone in incidenti sul lavoro nell’Unione europea, 45 in più rispetto all’anno precedente, con un aumento dell’1,4 per cento. È quanto emerge dagli ultimi dati di Eurostat, secondo cui nello stesso anno...

Minacce e attacchi informatici sul posto di lavoro per tre lavoratori su quattro nell’UE

Bruxelles – Tre dipendenti su quattro nell’Unione europea si sono scontrati con e-mail, messaggi o link sospetti sul luogo di lavoro. Sono i dati che emergono da un nuovo sondaggio Eurobarometro pubblicato oggi (30 settembre) dalla Commissione europea. Condotto...

How is the Mediterranean changing?

Spanish scientists and researchers from Europe and the US compiled data from 46 oceanographic campaigns carried out between 1976 and 2018 to study changes in the Mediterranean and the impact of climate change. Temperature, oxygen, pH, carbon and even the...