La condizione di inattività resta difficile da superare, soprattutto per la popolazione femminile: a distanza di 12 mesi continuano a restare fuori dal mercato del lavoro l’89,6% delle donne e l’85,4% degli uomini, tutte persone che rinunciano a cercare un posto, probabilmente perché scoraggiate.
Chi lo dice? Il dato emergerebbe dal bollettino Cnel sul mercato del lavoro realizzato con Istat e analizzato dal giornalista Giorgio Pogliotti che nell’articolo “Politiche attive inefficaci per uscire dalla disoccupazione” pubblicato dal Il Sole 24 Ore in questi giorni (24 maggio).
Secondo il bollettino aA distanza di un anno, sul totale delle donne inattive il 5,5% è transitato verso la disoccupazione (1’8,4% tra gli uomini) e solo il 4,9% ha trovato un impiego (il 6,2% degli uomini).
Il report, in un quadro generale di miglioramento dei principali indicatori del mercato del lavoro, si occupa anche delle transizioni, analizzando l’andamento dei flussi tra il primo trimestre del 2024 e del 2025.
Per i Neet la “trappola” dell’inattività resta diffusa, nonostante alle politiche attive del lavoro il Pnrr abbia destinato 5,4 miliardi di euro, per il programma Gol (Garanzia dell’occupabilità dei lavoratori) da investire nella formazione e nelle competenze nel quinquennio 2021-2025 per aumentare l’occupabilità delle persone.
Si è ridotto il tasso di transizione dall’occupazione alla disoccupazione per gli uomini interessa lo 0,9% degli occupati (era 1’1,2%) per le donne l’i% (era 1’1,7%). Migliora il dato della transizione dall’occupazione all’inattività : il tasso è del 2,3% per gli uomini (era il 3,3%) e del 3,4% per le donne (5,2%). Resta, secondo il giornalista, una situazione di diffuso immobilismo

