“Nonostante ci sia chi si rivolge ancora alla Gen Z come se fossero bambini, i trenta si avvicinano sempre di più. Ma la generazione Zeta sembra la più mammona di sempre. Secondo un report di Resume Templates, quasi la metà della Gen Z si porta la mamma a lavoro per parlare con il capo”.
Il divertente pezzo di colore si legge su NSSMagazine Lyfestyle.
“Il sondaggio di Resume Templates, condotto nel luglio 2025 su un campione di 831 giovani adulti statunitensi, tutti impiegati full-time e di età compresa tra i 18 e i 28 anni, aveva l’obiettivo di misurare quanto i genitori fossero coinvolti nella vita lavorativa dei figli. Il report mostra come il supporto familiare non si limiti più alla revisione del curriculum o a un consiglio prima del colloquio, ma molti giovani delegano ormai ai genitori intere fasi del processo di selezione, dalle mail ai recruiter alle conversazioni iniziali con HR”.
“La Gen Z affronta il mondo del lavoro con i genitori”.
“in alcuni casi, mamma e papà arrivano a presentarsi fisicamente ai colloqui, a rispondere alle domande dei hiring manager, a introdursi da soli o addirittura a negoziare salario e benefit. Secondo il report, più del 77% dei partecipanti ha portato almeno una volta un genitore a un colloquio, oltre il 40% li ha fatti sedere durante l’intervista, mentre circa un terzo ha avuto un genitore che ha posto domande o gestito parti della trattativa. Un comportamento che fino a pochi anni fa sarebbe sembrato preso da una barzelletta da boomer e che oggi, invece, rappresenta una realtà quotidiana per diversissime aziende statunitensi”.

