“Gen Z Intelligence Report”

Di qui al 2030 un occupato su tre apparterrà  alla Generazione Z, quella dei nati tra il 1997 e il 2012. Ma anche quella che, in assoluto, ha scompaginato di più le carte in tavola nel mercato del lavoro, facendo emergere come priorità  l’equilibrio vita-lavoro o facendo passare in secondo piano, pur sempre nelle priorità, la retribuzione e la carriera. Lo scrive Cristina Casadei – Stop a carichi eccessivi, l’ascolto della Gen Z che piuttosto lascia il lavoro Sole 24 Ore Lavoro 24.

Per gli under 30, il benefit preferito diventa il tempo libero, le relazioni sono importanti, ma proprio per questo in team di piccole dimensioni che consentano un reale confronto e un’evoluzione personale e professionale. Non ascoltare questa generazione o non comprenderne le aspettative per le imprese potrebbe tradursi in un freno tirato da ben un terzo della truppa. Troppo.

 E  per questo che nasce il “Gen Z Intelligence Report”, la prima indagine continuativa italiana dedicata alla Generazione Z e alla sua relazione con il mondo del lavoro, realizzata da Il Sole 24 Ore, con 24 ORE Ricerche e Studi, in partnership con WTW e con la collaborazione di University Box che poggia su una community di oltre 1,2 milioni di giovani. «Con questa iniziativa vogliamo accompagnare le imprese in una trasformazione che parte dalla comprensione delle persone – afferma Edoardo Cesarini, amministratore delegato di WTW Italia -. Conoscere in profondita  aspettative, motivazioni e priorita  della Generazione Z significa poter progettare organizzazioni piu  attrattive, inclusive e capaci di affrontare le sfide del futuro del lavoro».

 I dati emersi fugano tutti i dubbi su quanto sono cambiate le aspettative dei giovani italiani: l’equilibrio tra vita privata e lavoro è la priorità assoluta (60,4%), seguito da stabilità/sicurezza (47,6%) che supera sia la retribuzione (39,6%) sia l’ambizione di carriera (29,8%): sono, questi, dati che fotografano una generazione orientata alla prudenza e influenzata dall’incertezza economica e dalla pandemia. […] La prima conseguenza del ribaltamento delle priorita , dove risale l’equilibrio vita-lavoro, e  che oltre un giovane su due (il 52%) lascerebbe l’azienda se 11 sottoposto a carichi di lavoro insostenibili. Una percentuale analoga dice che abbandonerebbe il lavoro in caso di retribuzione poco competitiva (54%). Insomma non basta puntare su un aspetto o sull’altro per trattenere i talenti, ma diventa fondamentale saper creare un pacchetto che garantisca un corretto rapporto tra retribuzione, attivita  ed equilibrio vita/lavoro.

Nel nuovo approccio al lavoro, nuovo e  anche l’approccio ai benefit. Se per i boomers quello piu  ambito e distintivo della loro carriera era l’auto, oggi è diventato il tempo libero aggiuntivo (38%), molto più di palestra, eventi di team building o app per il benessere.

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