In commissione Lavoro alla Camera è stato dichiarato inammissibile l’emendamento al decreto Lavoro con cui la Lega chiedeva che entro 6 mesi dall’entrata in vigore del provvedimento, il Governo presenti alle Camere “un disegno di legge volto a definire in modo organico i criteri e le modalità di misurazione della rappresentatività delle organizzazioni sindacali dei lavoratori e datoriali, nel rispetto dei principi di pluralismo associativo e libertà sindacale di cui all’articolo 39 della Costituzione”.
La proposta, a prima firma del deputato Virginio Caparvi, precisava che “nelle more dell’approvazione” della disciplina sulla rappresentatività, “il riferimento alle organizzazioni comparativamente più rappresentative contenuto nel presente decreto legge e nella normativa vigente non può determinare effetti discriminatori, limitativi o escludenti nei confronti delle organizzazioni sindacali e datoriali regolarmente operanti nel sistema delle relazioni industriali”.
L’emendamento è stato dichiarato inammissibile “poiché incongruo sotto il profilo costituzionale, in quanto volto a condizionare l’esercizio dell’attività legislativa governativa”. (Public Policy).

