Con un emendamento, depositato in commissione Industria al Senato, al dl Crisi industriali (che stanzia anche 200 mln per ex Ilva) si interviene sulla disciplina della durata dei contratti dei lavoratori somministrati. Questi possono essere rinnovati fino a massimo 24 mesi, in determinate circostanze, nel caso di una successione di contratti conclusi per lo svolgimento di mansioni di pari livello e categoria.
La proposta di modifica è a firma del gruppo parlamentare Lega che precisa che nel computo di questo periodo si debba tener conto dei periodi di missione “di lavoratori assunti dal somministratore a tempo determinato”.
Non solo, perché lo stesso emendamento aggiunge che “nel caso in cui il lavoratore sia assunto a tempo indeterminato dal somministratore può essere inviato in missione a termine, presso un medesimo utilizzatore, per lo svolgimento di mansioni riconducibili al medesimo livello e alla medesima categoria legale, per un periodo complessivo, anche non continuativo ed ulteriore” rispetto a quello di 24 mesi ma comunque “non superiore a 36 mesi, salvo che il contratto collettivo applicato dall’utilizzatore non preveda un diverso maggior limite”.
La norma, inoltre, prevede che “qualora l’utilizzatore impieghi, nell’ambito di somministrazioni di lavoro a tempo determinato, il lavoratore assunto a tempo indeterminato dal somministratore senza che l’utilizzatore abbia intrattenuto con il medesimo lavoratore precedenti rapporti di lavoro a tempo determinato anche nell’ambito di somministrazioni di lavoro a tempo determinato”, i periodi di 24 mesi e di 36 mesi “sono cumulati”
Fonte: Agenzia di stampa Public Policy

