Il provvedimento correttivo noto come “Decreto Omnibus” si appresta a ritoccare diversi aspetti centrali della riforma tributaria. I principali ambiti di intervento spaziano dal Concordato preventivo biennale alla cooperative compliance, passando per le architetture di gestione del rischio fiscale fino alla trasmissione digitale dei corrispettivi.
Gli indirizzi emersi dai lavori delle Commissioni Finanze di Camera e Senato condividono una visione uniforme: snellire le procedure operative, ridurre le penali di fronte a meri errori formali e potenziare i vantaggi per i soggetti fiscalmente virtuosi e trasparenti.
A fianco degli approfondimenti dedicati al CPB per il biennio 2026-2027, le commissioni puntano i riflettori sul rinvio dei termini per la certificazione del Tax Control Framework, sul ricalcolo del quadro sanzionatorio legato all’integrazione tra terminali POS e casse telematiche, oltre che sugli standard tecnici necessari per le piattaforme software di invio dei dati.
Le indicazioni formulate dal Parlamento rappresentano attualmente delle proposte che il Governo dovrà vagliare prima del via libera definitivo al decreto correttivo.

