Complessivamente le assunzioni attivate nel 2025 dai datori di lavoro privati fino a settembre sono state 6.162.000, in flessione rispetto allo stesso periodo del 2024 (-1,8%). Tale tendenza accomuna la maggior parte delle tipologie contrattuali: contratti in apprendistato (-7,3%), a tempo indeterminato (-4,8%), in somministrazione (-4,1%), a tempo determinato (-1,9%). Crescono i contratti di lavoro stagionale (+1%) e quelli di lavoro intermittente (+4,6%).
Le trasformazioni da tempo determinato tra gennaio e settembre 2025 sono risultate 576.000, in aumento rispetto allo stesso periodo del 2024 (+2,7%). In aumento anche le conferme di rapporti di apprendistato giunti alla conclusione del periodo formativo (+5,6%), passate da 82mila nei primi nove mesi del 2024 a 86mila nello stesso periodo del 2025. Le cessazioni nei primi nove mesi del 2025 sono state 5.541.000, anch’esse in diminuzione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (-1,9%).
Concorrono a questo risultato i contratti in apprendistato (-6,1%), i contratti in somministrazione (-4,5%), i contratti a tempo indeterminato e determinato (-2,7%) e stagionali (-0,5%); in controtendenza solo i contratti di lavoro intermittente (+6,1%).
Nel corso dei primi nove mesi le attivazioni di rapporti di lavoro incentivati – comprendenti sia nuove assunzioni che variazioni contrattuali – registrano una crescita significativa pari al 20% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Tale aumento coinvolge le attivazioni con esonero contributivo giovani (+42%), con l’incentivo donne (+4%) e le altre misure (+2%). Queste variazioni sono riconducibili, in larga parte, alla proroga dal 1 settembre 2024 al 31 dicembre 2025, degli esoneri totali per i giovani e le donne.
Per quanto riguarda i rapporti in somministrazione, nel corso dei primi nove mesi del 2025, rispetto al corrispondente periodo del 2024, sono diminuite sia le assunzioni a tempo indeterminato (-30%) sia quelle a termine (-3%). Per le cessazioni si rileva una flessione per quelle a termine (-5%) e un aumento per i contratti a tempo indeterminato (+2%).Il saldo annuale – e quindi la variazione tendenziale – e’ risultato positivo a settembre 2025 (+3.000), una crescita dovuta quasi esclusivamente al saldo positivo delle posizioni di somministrazione a tempo indeterminato (+3.216).
La consistenza dei lavoratori impiegati con contratti di prestazione occasionale a settembre si attesta intorno alle 20.000 unita’, in aumento del 3,9% rispetto allo stesso mese del 2024; l’importo medio mensile lordo della remunerazione effettiva risulta pari a 232 euro. Per quanto attiene ai lavoratori pagati con i titoli del libretto famiglia, a settembre 2025 essi risultano circa 12.000, sostanzialmente stabili (+0,3%) rispetto a settembre 2024; l’importo medio mensile lordo della loro remunerazione effettiva risulta pari a 181 euro. (AGI)

