L’occupazione in Italia cresce ancora, trainata dalle donne, dal lavoro dipendente e dagli over 50. Secondo l’ultimo report dell’Istat sul mercato di lavoro diffuso ieri, il numero di occupati — al netto degli effetti stagionali — è salito nel Belpaese a 24 milioni 363 mila con una crescita di oltre 155 mila unità (+0,6%) sul I trimestre 2026. Il dato e il risultato di una crescita di circa 90mila unita tra le donne e di 66mila tra gli uomini. Il tasso di occupazione è salito al 63,1% raggiungendo così il livello più alto dall’inizio delle serie storiche. Nel frattempo, e lievemente risalito il tasso di disoccupazione tornato al 5,6% (+0,1 punti) a causa della diminuzione degli inattivi (-185mila su base congiunturale) mentre il tasso di inattivita tra i 15 e i 64 anni e sceso al 33 per cento. A conti fatti, in un anno ci sono 246mila occupati in piu rispetto all’anno passato. Una delle cose piu interessanti e che e aumentata la fiducia nella possibilita di trovare un impiego, dato questo rilevabile nel crollo degli scoraggiati (-14,2% in un anno), ma e cresciuta anche in molti casi la necessita nelle famiglie di contare su un secondo stipendio anche a fronte di retribuzioni reali che restano ancora inferiori a quelle di undici anni fa. […] Gli occupati sono cresciuti soprattutto tra gli over 50 raggiungendo i 10 milioni 441mila con un aumento di 108mila unita sul trimestre precedente (+367mila in un anno sulla base dei dati destagionalizzati).
In pratica il 42,86% dei lavoratori e nato prima del 1976 mentre appena il 21,87% (sono quasi 5,33 milioni) non ha ancora compiuto 35 anni.
Un dato non particolarmente rassicurante e che sono quasi un milione tra gli over 50 i lavoratori che hanno gia compiuto i 65 anni. Raggiungono un livello record anche i lavoratori dipendenti con 19 milioni 48mila unita trainati da quelli con contratti stabili, mentre i dipendenti a termine sono aumentati di 18mila unita sul trimestre precedente arrivando a 2 milioni 517mila. […]
Grazie alla crescita del lavoro sono, ovviamente, aumentate anche le esportazioni. Infatti, nel secondo trimestre, si stima una crescita congiunturale delle esportazioni per tutte le ripartizioni territoriali, a esclusione del Centro (-1,6%).
L’aumento congiunturale più importante è quello che ha riguardato il Sud e le Isole (+6,5%), relativamente piu contenuto per il Nord-Est (+3,1%) e il Nord-Ovest (+2,9%). «I dati dell’Istat ci confermano che siamo sulla strada giusta. In uno scenario globale dominato dall’incertezza, l’Italia continua a crescere. E a salire e pure l’export, con il Sud e le Isole che registrano un aumento del 6,5%». Così il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. E’ arrivato il giudizio sull’Italia di Fitch, che ha confermato il rating di lungo termine a “BBB+”, con outlook stabile.

