L’uso dei tracking pixel nelle comunicazioni di posta elettronica consente di elaborare informazioni sul comportamento dell’utenza e il monitoraggio delle sue operazioni. Per questo motivo il Garante per la protezione dei dati personali ha adottato, con il provvedimento n. 284 del 17 aprile 2026 le Linee guida in materia di utilizzo dei tracking pixel nelle comunicazioni email.
I tracking pixel sono immagini di dimensioni minime, spesso trasparenti e non percepibili dal destinatario, inserite nelle email per rilevare l’apertura del messaggio.
In base alla ricostruzione del Garante, il loro impiego consente di raccogliere informazioni sull’interazione dell’utente con la comunicazione, come l’avvenuta apertura dell’email, il numero di aperture successive e, in alcuni casi, ulteriori dati tecnici collegati al dispositivo o alla connessione utilizzata.
Secondo l’Autorità, il profilo di maggiore criticità non riguarda soltanto la possibilità di elaborare informazioni sui comportamenti dell’utente, ma anche il fatto che il tracciamento possa avvenire senza una piena consapevolezza del destinatario. Per questo motivo, il provvedimento richiama con forza i principi di liceità, correttezza e trasparenza previsti dal Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR).
Il provvedimento chiarisce che il meccanismo tecnico dei tracking pixel integra una forma di accesso al terminale dell’utente e di monitoraggio delle sue operazioni.
L’adozione delle Linee guida si inserisce nel solco già tracciato dal Garante in materia di cookie e altri strumenti di tracciamento, ma applica tali principi a un contesto specifico, quello della posta elettronica, che presenta particolari profili di riservatezza.
Un altro punto del provvedimento riguarda l’adozione di misure di privacy by design e by default, ai sensi dell’articolo 25 del GDPR.
Leggi il provvedimento dell’Autorità Garante.

