È di natura fiscale l’incentivo riservato alle imprese che scelgono di sottoscrivere o aderire ad un contratto di rete: per due anni (nei periodi di imposta dal 2026 al 2028) una quota degli utili destinati al fondo patrimoniale comune, accantonati ad apposita riserva, concorre alla formazione del reddito – e quindi tassata – solo se è usata per la copertura di perdite di esercizio o se viene meno l’adesione al contratto di rete. Sarà un successivo decreto ministeriale a stabilire criteri e modalità dell’agevolazione.
Questa in ipotesi una tra le misure inserite nel disegno di legge annuale di settore. Il ddl, 19 articoli, reca interventi omnibus tra cui il riordino della disciplina dei confidi per favorire il sostegno delle Pmi nell’accesso al credito: comprese le pmi della moda e le start up e pmi innovative.
Per sostenere le Pmi della moda sono in arrivo nuove risorse: fino a 100 milioni, presi dalle risorse per le aree interessate da crisi industriale non complessa e ora destinati a programmi di sviluppo proposti dalle Pmi della filiera della moda.
In arrivo misure anche per l’accesso delle Pmi al credito bancario e interventi di semplificazione, con la delega al governo al riordino della disciplina dei confidi. Per agevolare l’accesso al credito bancario si potrà ricorrere anche alla cartolarizzazione dello stock di magazzino.
Nel capitolo semplificazioni anche modelli di organizzazione e gestione in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro e formazione dei lavoratori in cig.
Si interviene poi sullo smart working, impegnando il datore di lavoro a consegnare annualmente un’informativa scritta ai lavoratori su salute e sicurezza anche per quando lavorano fuori dall’ufficio. Il ddl delega infine il governo ad attuare il riordino delle norme in materia di start up e pmi innovative.
“Lotta alle false recensioni” nella ristorazione e nel turismo.
Viene normata nel dl anche la lotta alle false recensioni: nel mirino i prodotti e servizi della ristorazione e del turismo, per i quali arriva una specifica disciplina: il consumatore che dimostri di aver effettivamente usufruito del servizio può fare una recensione (“sufficientemente dettagliata”) entro 15 giorni dall’utilizzo del prodotto o del servizio. Il proprietario ha diritto alla replica, con la possibilità di cancellare recensioni false o “ingannevoli”; potrà far cancellare anche quelle “non più attuali”, trascorsi due anni dalla fruizione del servizio.

