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Orario di lavoro: è possibile un superamento del concetto?

Orario di lavoro: è possibile un superamento del concetto?
Luglio 08
10:28 2019

Premessa

Se nei primi anni del ‘900 si diffondono in tutta Europa i c.d. movimenti per le otto ore, appena un secolo dopo si assiste, sempre in Europa, ad un processo parzialmente inverso che fa del superamento dell’orario di lavoro la sua battaglia ultima e silenziosa.

Dalla necessità di regolamentare rigidamente la durata temporale e la collocazione spaziale dell’orario di lavoro al bisogno di ripensare l’idea stessa di misurazione del tempo in modo tale da renderla plastica e capace di avvolgere quelle che sono le nuove forme che la nostra società sta assumendo.

Una battaglia, tra le molte battaglie che affollano la nostra epoca, che avanza timidamente con passi poco lineari e talvolta incerti.

Orario di lavoro: significato e disciplina

Nel nostro ordinamento la disciplina dell’orario di lavoro è contenuta nel D.Lgs. n. 66/2003 che, con la sua entrata in vigore, ha abrogato tutta la precedente normativa in materia.

Un ruolo importante nella gestione del concetto è assunto, poi, anche dai contratti collettivi nazionali di lavoro che, di solito, dedicano all’orario di lavoro e alla sua articolazione nello spazio sempre molta attenzione. Si pensi, ad esempio, all’istituto della multiperiodicità che consente forme di flessibilità dell’orario di lavoro basate sul meccanismo della banca ore.

Da una lettura delle disposizioni normative ci rendiamo conto che il legislatore ha pensato a diverse varianti del concetto di orario di lavoro. C’è, innanzitutto, un orario di lavoro c.d. normale,  fissato dalla legge in 40 ore settimanali e c’è, poi, una nozione di lavoro effettivo da intendersi come qualsiasi periodo in cui il lavoratore si trovi a disposizione del proprio datore di lavoro.

La legge e i contratti collettivi regolamentano, però, anche i concetti di lavoro supplementare, lavoro straordinario e notturno. Tipologie queste che esulano dalla definizione di orario normale di lavoro e che, pertanto, seguono specifiche regole e sono sottoposte ad alcuni limiti.

Perché superare il concetto di orario di lavoro?

In ogni manuale, libro o dispensa sui temi del lavoro che si rispetti c’è un capitolo dedicato al concetto di orario di lavoro e alla sua definizione legale e contrattuale.

È la legge che stabilisce la durata dell’orario di lavoro normale (fissata in 40 ore settimanali), lasciando ai contratti collettivi la possibilità di prevederne soltanto una minore, ma mai diversa.

Un primo limite questo che trova la estrinsecazione nella imposizione, per quei contratti collettivi che si avvalgono della facoltà derogatoria, di dover riferire l’orario normale di lavoro alla durata media delle prestazioni lavorative in un periodo non superiore all’anno.

Comunque lo si guardi, il concetto di orario di lavoro è estremamente rigido e potrebbe spezzarsi da un momento all’altro di fronte ad esigenze e bisogni sociali sempre più incalzanti.

Il legislatore per ovviare parzialmente a questa rigidità ha recentemente introdotto nel nostro ordinamento nuove forme di prestazione dell’attività lavorativa. Si pensi, ad esempio, alla regolamentazione dell’ancora poco utilizzato lavoro agile (introdotto solo nel 2017 ) o anche al semplice telelavoro.

La sensazione di dover superare il concetto di orario di lavoro è avvertita anche sul piano politico oltre che su quello sociale, ma il legislatore (almeno quello italiano) è ancora troppo timido per arrivare ad un completo superamento del concetto stesso. Siamo ancora in una fase di sperimentazione che vede alcune parti sociali pronte al salto e altre che ci stanno provando.

Si tratterebbe, in fondo, di un completo stravolgimento di una categoria sociale importante, quale è quella dell’orario di lavoro, che creerebbe sicuramente disorientamento. La rigidità del concetto, tuttavia, comincia a pesare, almeno all’interno di ambienti lavorativi più dinamici, dove più che la quantità del lavoro è la sua qualità che conta.

Orario di lavoro e superamento del concetto.

A cura di La Rocca e Associati S.p.A.

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