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L’apprendistato di alta formazione e ricerca

L’apprendistato di alta formazione e ricerca
Giugno 17
10:28 2019

L’apprendistato di alta formazione e ricerca: un particolare tipo di apprendistato

Premessa

L’apprendistato di alta formazione e ricerca. L’apprendistato, nella definizione che ne restituisce il legislatore, è un “contratto di lavoro a tempo indeterminato finalizzato alla formazione ed all’occupazione dei giovani”. Si distingue, quindi, per essere un giano bifronte: da un lato presenta le caratteristiche tipiche del contratto di lavoro subordinato (scambio di lavoro vs. retribuzione) e dall’altro è un istituto che fa della formazione dei giovani uno dei suoi punti forti.

Alla disciplina di questo particolare istituto, il legislatore ha dedicato l’intero Capo V del D.Lgs. 81/2015 che comprende gli articoli dal 41 al 47. Tre sono le tipologie di apprendistato che prevede il nostro ordinamento, ognuna delle quali, al di là di quella che è la disciplina generale comune, presenta delle caratteristiche proprie:

  1. apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore;
  2. apprendistato professionalizzante;
  3. apprendistato di alta formazione e ricerca.

Tra le tre tipologie di apprendistato quella meno nota (e forse anche quella meno utilizzata) è sicuramente l’apprendistato di alta formazione e ricerca. Lo scopo di questo approfondimento sarà quello di mettere in evidenza quelle che sono le caratteristiche proprie di questa particolare forma di apprendistato.

La disciplina

L’apprendistato di alta formazione e ricerca, o apprendistato di III livello, è caratterizzato da una profonda integrazione fra il mondo del lavoro e quello della scuola ed è contraddistinto da un alto profilo formativo.

Possono essere assunti in alta formazione giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni in possesso dei seguenti requisiti:

  • diploma di istruzione secondaria superiore o professionale conseguito nei percorsi di istruzione e formazione professionale integrato da un certificato di specializzazione tecnica superiore;
  • diploma di maturità professionale conseguito all’esito del corso annuale integrativo.

L’apprendistato di alta formazione e ricerca consente di:

  • conseguire un titolo di istruzione tecnica superiore;
  • conseguire titoli di studio universitari;
  • svolgere attività di ricerca (legata perlopiù a progetti aziendali);
  • assolvere al periodo di praticantato per l’abilitazione professionale.

Il contratto di apprendistato di alta formazione e ricerca è disciplinato da più fonti formative: la disciplina generale di questo istituto si trova, come già detto, nel D.Lgs. 81/2015 e nel decreto ministeriale del 12 ottobre 2015; fonti normative più specifiche sono, invece, la contrattazione collettiva e la normativa regionale in materia. La prima disciplina aspetti legati all’inquadramento economico e normativo dell’apprendista, mentre la seconda (nelle regioni ove presente) si occupa principalmente degli aspetti formativi. Le regioni che hanno deliberato in materia di apprendistato hanno, perlopiù, stipulato protocolli di intesa con gli enti di formazione e/o ricerca e le parti sociali.

La formazione: cuore pulsante del contratto di apprendistato

L’attività formativa è la caratteristica principale del contratto di apprendistato. Gli standard formativi sono definiti dall’art. 5 del decreto ministeriale e si articolano in un numero di ore di formazione interna ed esterna all’azienda.

I parametri per il calcolo delle ore di formazione, come riportato nello schema sottostante, si differenziano a seconda della finalità del contratto di apprendistato:

 

FINALITÀ DEL CONTRATTO

FORMAZIONE ESTERNA

FORMAZIONE INTERNA

conseguire titoli di studio di alta formazionenon può superare il 60% delle ore di lezioni frontali previste per ciascun corso universitarioè pari alla differenza tra le ore del percorso formativo ordinamentale e le ore di formazione esterna
percorsi di istruzione tecnica superiorenon può superare il 60% delle ore previste nel percorso di studioè pari alla differenza tra le ore del percorso formativo ordinamentale e le ore di formazione esterna
ricerca o praticantatonon è obbligatorianon deve essere inferiore al 20% del monte orario annuale contrattualmente previsto in base alle indicazioni del CCNL di riferimento

Come attivare un apprendistato di alta formazione: gli adempimenti

Per poter attivare un contratto di apprendistato di alta formazione e ricerca, quattro sono gli adempimenti principali ai quali le parti coinvolte dovranno prestare attenzione:

  1. il datore di lavoro e l’ente di formazione dovranno, come prima cosa, sottoscrivere un protocollo formativo. Tale documento, che nella gerarchia delle fonti si posiziona all’ultimo gradino, dovrà disciplinare i compiti, le responsabilità, le modalità di selezione degli apprendisti e i criteri di valutazione di quest’ultimi riguardo il loro percorso formativo;
  2. l’ente di formazione, con il coinvolgimento attivo del datore di lavoro, dovrà redigere un piano formativo individuale da allegare al contratto di apprendistato;
  3. il datore di lavoro dovrà farsi carico della redazione di un contratto e dell’invio della comunicazione obbligatoria di assunzione attraverso il modello UNILAV;
  4. il datore di lavoro dovrà avere cura di compilare il dossier dell’apprendista.

Per informazioni più specifiche circa l’attivazione di un contratto di apprendistato di alta formazione e ricerca si può consultare la guida redatta in merito dall’ANPAL che riassume in 11 fasi il processo.

L’apprendistato: quali vantaggi?

La stipula di un contratto di apprendistato presenta diversi vantaggi sia per il lavoratore che per l’azienda. Consente l’accesso al mondo del lavoro dei giovani che possono beneficiare, grazie a questa particolare fattispecie contrattuale, di tutte le tutele assicurative e previdenziali previste per i contratti a tempo indeterminato e, al contempo, possono acquisire e/o rafforzare le loro competenze.

I datori di lavoro, d’altro canto, hanno la possibilità di formare le risorse in base a quelle che sono le specifiche esigenze aziendali e di godere, nello stesso tempo, di una serie di agevolazioni retributive e fiscali, nonché di incentivi e sgravi contributivi per tutta la durata del periodo di formazione e anche per il primo anno dopo la stabilizzazione.

A cura di La Rocca e Associati S.p.A.

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